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  Mimmo Morogallo
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Il percorso Artistico (Giuseppe Lacquaniti) Mimmo Morogallo: un artista contemporaneo  
( Luigi Hyerace )
Le implicanze sociali e culturali della pittura di Morogallo (Carmelo Carabetta, Sociologo Docente             all' Università di Messina) Breve considerazione sul pittore Morogallo (Ottavio Rossani, scrittore ed inviato Corriere della Sera) 
 
Omaggio di Emilio Argiroffi (Emilio Argiroffi, Scrittore, Poeta) 
 
 
Mimmo Morogallo inizia la sua carriera artistica per divertirsi.
Già da ragazzino le matite, i colori erano per lui divertimento, gioia che si rinnova ogni volta che il colore prende a creare immagini sulla tela, un piacere che nasce nel momento in cui il pittore entra in contatto con la sua opera.
Dovendo scegliere tra la rappresentazione di un paesaggio o di un concetto, Morogallo non ha incertezze, sceglie il primo.
Non che egli disprezzi i valori ideali che entrano in gioco nell'opera d'arte, ma sente istintivamente di parteggiare per ciò che vive, che palpita e fa palpitare: nel paesaggio come in un fiore, c'è la vita della natura e la lint`a che fa crescere e germogliare le cose, la semplice ed eterna bellezza del mondo; c'è il mondo nella sua interezza, rappresentato in un suo infinitesimale frammento.
Sentire le cose come partecipi di una unità indissolubile, è il modo dell'artista per inserirsi nel grande flusso della vita. Nella rappresentazione di un paesaggio può incarnarsi l'idea di questa concezione poetica, ma nella rappresentazione del concetto, in termini astratti e ideali, non può trovare posto l'immagine tangibile del paesaggio.
E la fedeltà al reale nelle raffigurazioni è un presupposto imprescindibile, per il pittore che si adopera per farla convivere con il sentimento capace di reinterpretare liricamente le immagini stesse della realtà.
L'acquisizioneCiò che distingue e caratterizza Morogallo nell'ambito del movidella tecnicamento, è forse una più viva partecipazione sentimentale al motivo e una maggiore sontuosità cromatica.
Ciò che egli ritrae,  soggetti viventi o inanimati che siano,  subito si tramuta in affascinante creazione di pura bellezza, in inno alla gioia di vivere: ogni cosa si colora di toni luminosi e leggeri, tingendosi di grazia squisita, e i soggetti si animano di un sentimento dolce e sognante.
Ai suoi occhi incantati il mondo si mostra come un tripudio di colore e luci, e solo la pittura riesce a fornire a questo artista lo strumento ideale per fermare la suggestione di una tale visione della realtà, e dare a chi può osservare le sue opere il modo di condividere lo stupore per questa rivelazione. Così il suo bagaglio di umanità e il suo entusiasmo di vita diventano patrimonio collettivo nel momento in cui un'ispirazione serena guida la mano sulla tela.
Morogallo naturalista nel senso letterario del termine, ha bisogno di sentire fisicamente la presenza di ciò che dipinge, di suscitare un incontro diretto con il reale. La vita di Morogallo si può dividere in due momenti: il primo, in La vita cui sogna di diventare pittore e girare il mondo, conoscere usi e costumi di tanti popoli della terra, e il secondo, quando il sogno si trasforma in realtà, a tal punto da consentirgli di far sognare chi osserva le sue tele, prova concreta di una felice ispirazione e di una meditata ricerca. Morogallo nasce a Gioia Tauro, cittadina della provincia di Reggio Calabria, nel settembre del 1939. All'età di 16 anni, vinta la resistenza dei genitori che non volevano assecondare il suo desiderio di recarsi in una grande città per dare corso ai suoi progetti, è portato dal Padre  marittimo dipendente della società di navigazione Italia  a Genova, dove viene iscritto ad una scuola di lingue per interpreti. Il giovane Morogallo lascia credere alla famiglia di frequentare quella scuola con profitto; in realtà, per dare sfogo alla sua naturale vocazione artistica, si iscrive ad un corso di disegno e pittura e segue come uditore le lezioni presso l'Istituto d'Arte, andando a far pratica negli studi di affermati pittori e galleristi. Quando, trascorsi due anni, il Padre viene avvertito dalla vecchia padrona della pensione ove il figlio alloggia che questi più che praticare la scuola linguistica, si diletta a maneggiare pennelli e colori (dall'insopportabile odore di trementina!), un po' deluso per essere stato raggirato, ma consapevole di dovergli far intraprendere un'attività a lui congeniale, lo fa impiegare sui grandi transatlantici. Un lavoro che si rivela sin dall'inizio gratificante per Morogallo, Le prime perché gli consente di disegnare le copertine dei menu e i manifesti di esperienze avviso ai passeggeri, finché, a partire dal 1957, non gli viene consentito artistiche di trasferirsi ogni tre mesi sui più lussuosi transatlantici della marina mercantile Italia: Cristoforo Colombo, Leonardo da Vinci, Raffaello, Michelangelo  dove, oltre a disegnare e dipingere scenari per il teatro, truccare i passeggeri per le feste in maschera, gli è consentito esporre nei grandi saloni le proprie tele, con grande soddisfazione del comandante che offriva una gradita occasione di incontro culturale ai passeggeri: occasione, questo, per Morogallo per far conoscere ad un pubblico qualificato, presenti spesso collezionisti e critici, il suo stile pittorico.
Morogallo, per migliorare sempre più la sua tecnica espressiva, dedicava le poche ore libere allo studio dei pittori francesi, che tanto lo affascinavano, particolarmente era ai`fascinato dagli Impressionisti, ed approfittava delle soste nei porti delle diverse città del mondo per visitare musei e gallerie.
Nel 196(), quasi per gioco, esperimenta una tecnica tutta particolare: modella un bassorilievo servendosi di materiali poveri, segatura e sabbia, incontrando i t`avori dei critici canadesi e statunitensi. Nella presentazione della personale a New York, presso la Rizzoli Library nella 5. Avenue, del 1959, il critico Jannie Mac Grae disse: ''Servono ad accendere la fiammella del .s.entimento, ad in~entilire la rappre.s.entazi(~ne del bas.5.(~riiievo, pae.s.ag~i diver.s.i, tradiziani ed u.s.i contra.stanti, sabbio.si e palpitanti come crcature umane. L'arti.s.ta ha appre.s.o .s.oprattutto che l'arte non pu(~ avere confine quando e.s..s.a è pura e genuina i.s.pirazione". La tecnica del bassorilievo viene apprezzata anche in Argentina, alla Galleria Velasquez, la cui direzione acquista ben sei tele; ed anche in Italia. Nel mese di aprile del 1964, Morogallo si trasferisce in Venezuela, su invito del giornalista Luis Garcez e del critico d'arte Pier Guzman, sua vecchia conoscenza. Qui gli si otfre l'opportunità di entrare in contatto con le bellezze naturali di una terra tanto decantata dai suoi amici. Nei villaggi sulle rive dell'orinoco e del Rio Caroni, in mezzo ad una natura selvaggia e dai mille colori, scopre il fascino della pittura "en plen air". Un angolo di paradiso con paesaggi da t`avola, t`oreste "impregnate" di tutta la gamma del verde, cascate iridescenti, torrenti disseminati di instancabili cercatori di diamanti. Vinto da una bellezza così selvaggia, Morogallo decide di soggiornare per sette mesi in un villaggio primitivo, San Felis, sulle sponde dell'orinoco, dove si accampa in una capanna e dipinge all'aria aperta, "catturando" alla natura quella poetica e romantica sinfonia di colori. Fa parte di questo "tacc.uino" I'opera "Cercatori di diamanti nel In Venezuela Rio Caroni", nella cui semplicità compositiva è racchiusa la storia di "en plen aiP' sfruttamento di poveri cercatori costretti a svendere a tratficanti senza scrupoli, per pochi spiccioli, quei preziosi e rari ritrovamenti che restano tra le fitte maglie dello staccio. A testimonianza di quel periodo venezuelano sono ancora presenti nello studio dell'artista (non se n'è voluto mai separare!) alcune tele: una delicata maternità (una donna colta nel momento in cui, con dolce espressione di compiacimento, allatta il proprio bambino, intento a palpare l'altro seno non solo per un senso di istintiva protezione, ma anche per rassicurarsi che nessuno potrà insidiare quel suo unico preziosissimo alimento); una ragazza "yarura", a cui la rotondità dei seni e le bianche collane attorcigliate al collo e penzolanti sul petto conferiscono un'acerba sensualità; una giovane della tribù "guaica" dell'alto orinoco~ che si è lasciata ritrarre nella sua totale nudità.
 Prima di lasciare il Venezuela, Morogallo espone le sue opere nei saloni del club nautico Caroni, dove i soci e i numerosi visitatori europei hanno modo di apprezzare la magia di quella produzione artistica. Sono tali le richieste di acquisto di quadri che il nostro pittore sarà "costretto" a fare ritorno in Venezuela per altre mostre negli anni '75 e '76.
    Nel suo peregrinare per il mondo Mimmo Morogallo è catturato dal  fascino delle ragazze, che ritrae nella tipicità del loro ambiente, sia che si trovi a Thaiti, o ad Honolulu, sia a Fort de France, capitale della Martinica, nelle piccole Antille.
    Il "pittore giramondo" diviene uno degli artisti italiani più conosciuti e apprezzati all'estero, per avere rinverdito, con una serie di opere riproducenti gli scorci di paesi della Calabria, il profondo legame affettivo che unisce i nostri emigrati con la terra d'origine. Ne sanno qualcosa i calabresi d'Australia, del Canada che a Melbourne, a Sidney, a Pert hanno modo, mediante un nostalgico tuffo nel passato, di ritrovare la loro infanzia, di "risentire" il profumo del mare e la magica atmosfera delle marine, rappresentati con effetti di drammatica naturalezza grazie alla
speciale tecnica mista "olioacrilico".
    E'  il periodo in cui Morogallo si "specializza" nella riproposizione dei paesaggi, sia visti dalle verande dei balconi, con il mare sorvolato da gabbiani e colombe, quasi che voglia ricordarsi che la vasta distesa azzurra costituisce un importante veicolo per la pace nel mondo; sia dipinti dall'interno delle fattorie, con gli sterminati campi trapuntati di papaveri e coloratissimi fiorellini, oppure coltivati a girasoli.
    Di tanto in tanto avverte il bisogno di "fermarsi" in Italia. Il suo punto d'approdo è Genova Pegli, dove conosce numerose ragazze (si fidanza almeno 5 o 6 volte), fino a quando all'età di 29 anni il suo cuore non viene conquistato da una simpatica giovane del suo paese, che sposa al comune di Genova: Marilla, e con la quale  smessa la voglia di fare il gitano o "I'Ulisse del mare", come lo definì Emilio Argiroffi  decide finalmente di fare rientro a Gioia Tauro, per godere la bellezza e il calore della sua terra. Messaggio d'amore
    A partire dal 1985 la produzione artistica di Morogallo diventa per la sua terra sempre più copiosa, presente con mostre collettive e personali in tutte le regioni d'Italia.
    Già nel '78 grande successo aveva incontrato la mostra a Firenze alla Galleria "Il Vaglio", dove "incassa" la critica entusiastica del critico d'arte Paolo Vaccarino e dove incontra Leonida Repaci, tanto colpito dalla "Mareggiata sull'ulivarello di Palmi", sua città natale, da invitarlo ad esporre alla Galleria Telespiga di Viareggio, proprio in concomitanza con l'omonimo premio letterario.
    Altro importante successo Morogallo lo ottiene in una personale a Roma, presso l'Hotel Parco dei Principi, patrocinata dal corpo diplomatico e governativo, presenti nlinistri, cardinali, giornalisti e critici d'arte.
    Nel frattempo gli vengono conferiti numerosi premi, tra cui si ricordano: la Medaglia d'oro "Lupa capitolina", consegnatagli a Palazzo Madama dall'allora V. presidente Loris Fortuna; il Premio Speciale Viareggio; il Jambo Jet d'oro assegnatogli dall'ambasciata del Sudan a Roma; la Targa d'oro "Artefice Italiano nel mondo dell'Arte" conferitagli dall'ambasciata di Bulgaria a Roma; gli "Allori del palatino", al Campidoglio di Roma; il diploma di gran croce al merito Cristoforo Colombo nella sede dell'ambasciata americana. Viene inoltre nominato a Torino
Accademico d'ltalia con medaglia d'oro. Per meriti artistici riceve il Diploma dell'istituto di Cultura Artistica dell'Accademia Tiberina di Roma; la laurea h.c. di Dottore in Arte all'Università Interamerica de Ciancias Humanisticas della Florida U.S.A.; il premio "Mondo d'oggi" a Brescia; il trofeo Firenze Arte; il `Milano Natale d'oro"; nonché altri riconoscimenti negli Stati Uniti, Canada, Australia, Venezuela, ecc.
   Olbe trecento articoli, in ltalia e all'estero, vengono pubblicati sull'arte di Morogallo, che comunque nonl perde il "vizio" di recarsi oltreoceano. Per il Centenario della nascita di Corrado Alvaro, prepara una mostra di oltre 3O opere, che presenta, con il patrocinio della Regione Calabria e la prolusione del prof. Carmelo Carabetta, dell'Università di Messina, profondo conoscitore dei f`enomeni sociologici collegati alI'emigrazione, in importanti centri culturali e prestigiose università del Canada e degli Stati Uniti.
    L'esperienza artistica ed umana di Mimmo Morogallo è raccontata, riconoscimenti con profondo acume critico, da Augusta Torricelli Frisina ne "ll pittore e la valigia". Da quelle pagine emerge il ritratto di un uomo che è riuscito ad entrare con pieno diritto nel mondo dell'arte, con la sua voglia di vivere e di girare il mondo, con la sua felicità di dipingere, di ritrarre la vita ed il suo tempo, con quello stile o quegli stili capaci di rappresentare
un universo interiore fatto di amore per la propria terra, amore per le bellezze naturali, intriso di sentimenti di pace e di selenità: elementi che l`anno della pittura di Morogallo un "unicum" eccezionale ed irripetibile.
 
 
 
 


 
 

Mimmo Morogallo: un artista contemporaneo ( Luigi Hyerace, Docente Storia dell' Arte dell' Università di Messina) )

' Artista locale" è l'espressione che potremmo usare per preselltare Mimmo Morogallo, ma non con I'accezione limitativa del termine, bensì per indicare che t`onte principale della sua ispil.azione sono i paesaggi~ il mare, le strade, le case dei paesi e la gente della sua Calabria. Per altro basterebbe Ullo sguardo alle sue opere per intuile che il termine ''locale" viene ampiamente travalicato per la í`orza e la suggestione delle t`orme e dei colori che denun7.iano una intensa e continua ricerca. Della sua cospicua produzione pittorica meritano particolare attenzione le "marine" e i ''paesaggi" che spesso si aprollo di fronte ad Ull balcone o ad una porta. Nelle prime il pittore usa una tecnica di luminosa finezza, particolamlelltc adatta a rendele gli et't`etti atmosterici con delicate sfumature di azzurri che stingono in verdi e bianchi nelle onde spumose del mal.e in tempesta e nei grigi del cielo rischiarati dalla luce. I paesaggi sono quasi sempre caratteriz:zati da rappresentazioni di campi di papaveri di girasoli e di fiori di campi. In queste opere il pittore utilizza, con sensibilità moderna, impasti cromatici di notevole effetto, soprattutto nelle macchie dei papaveli e dei variegati fiori di campo. La luce chiala, che esalta i colori brillanti, rie~ce ad inlondere un senso di profonda serenità. Morogallo in~eri~ce spe~i~o nei suoi paesaggi figure di contadini intenti nei lavoli dei calnpi ed è interessante notare come predominano sempre figure t`emmillili, vestite con lunghe sottalle che rimalldano indietro al rnemoria quando, tra la fine dell'ottocento e i primi del Novecento, gran parte dei giovalli maschi calabresi avevano abbandollato la loro terra inghioltiti dall'emigrazione verso le ~meriche. Questa componente di ritlessione sulla realtà lavorativa calabrese è presente in altre opere dell'artista come per esempio nei "Pescatori" e nel "Ritorno dai campi". Molti critici hanno ravvisato giustamente in Morogallo il cantore della Calabria che ha portato il suo me~saggio oltre i confini della nostra Penisola trasmettendo anche alle nuove generazioni di emigl.ati di Australia e d'America ricordi e valori di una tena e di un'epoca storica, che il "disagio della civiltà", che interessa le società avanzate, ha orlilai inesorabilmente cancellato.
 
 
 

 

 
 
 

Le implicanze sociali e culturali della pittura di Morogallo (Carmelo Carabetta, Sociologo Docente             all' Università di Messina)

E' difficile parlare di pittura per un sociologo e diventa ancora più difficile parlare della pittura di una persona che si conosce. Anche se sono convinto che questi limiti non sono marginali ed insignificanti, tenterò, comunque, di elaborare alcune riflessioni personali su Mimmo Morogallo uomo e su Mimmo Morogallo pittore. Fra la vita di questo artista calabrese e la sua pittura esiste un costante intreccio, che finisce sempre con il produrre incontriscontri, che mentre trasformano, sia l'uomo sia l'artista, irreversibilmente lo arricchiscono e lo maturano. L'evoluzione e gli irrefrenabili mutamenti della vita trovano una loro puntuale e precisa rispondenza nell'arte e nelle tematiche che di volta in volta sollecitano l'impeto e la passione creativa del "pittore giramondo". L'ardore e l'impeto della gioventù trovano il loro naturale approdo nel tumulto delle mareggiate; la nostalgia dell'adulto emigrante si appaga e si rasserena nelle raffigurazioni dei paesaggi, dei castelli, delle case e dei volti rugosi ma sereni della gente di Calabria; in ultimo la maturità dell'uomo si specchia nelle grandi tele della civiltà contadina, dove emergono prepotentemente i valori e gli stili di vita di un'epoca, non lontana, ma comunque definitivamente superata, che all'osservatore è consentito solo di immaginare. In questo senso, la produzione del Morogallo è, interamente, pervasa da un ethos, che si alimenta di sentime,nti e di passioni che guidano la mano di un artista dotato di una personalità forte e sicura. Le raffigurazioni, quindi, superano l'arida e rigida dimensione fotografica, e, caratterizzate da una appropriata commistione di colori, e pervasi da un non comune sentimento artistico, sembrano comunicare all'osservatore attento storie e messaggi di una terra e di una cultura contaminate da molteplici ingiustizie e sopraffazioni. I paesaggi della Calabria con le campagne afl`ollate di onesti lavoratori ed i borghi medioevali raccontano la nobile e superba storia di un popolo tanto indomito quanto geniale, che seppure piegato dal sacrificio  e dalla malasorte, continua a lottare contro le molteplici intemperie. I volti dei contadini e della gente comune, marcatamente segnati dal duro lavoro e dalle sol`l`erenze, esprimono, in ogni caso, non la rassegnazione, ma la caparbietà di chi vuole progredire ed emanciparsi nel pieno rispetto di una cultura finalizzata all'al`t`ermazione dei sublimi valori dell'onestà, dell'amicizia, della lealtà, del lavoro e della solidarietà.
Il Morogallo, uomo riservato e poco loquace, diventa un grande comunicatore attraverso quelle tele, che palpitano di storia e di sentimenti solo apparentemente provinciali. La realtà e gli eventi rappresentati dal Morogallo, inl`atti, non sono esclusivi e specifici della terra di Calabria, ma sono l`enomeni che interessano in maniera analoga molteplici realtà umane di altre aree geografiche. L'artista in questo modo si colloca in una realtà sovraregionale, in quanto le sue opere d'arte esprimono compiutamente realtà e stati d'animo di individui che risultano vicini non per motivazioni spaziotemporali, ma per condizioni sociali economiche e culturali. Questa non irrilevante positiva qualità fa di Morogallo un autorevole ambasciatore della cultura, che cón indiscusso merito ha collocato le sue opere in molti musei del mondo. In Canada, negli USA, in Australia, in America Latina ed in Europa, le opere dell'artista di Gioia Tauro esaltano la nostra identità mentre rappresentano l'orgoglio della Calabria e della sua gente. La visione delle grandi tele esercita nell'osservatore attento una funzione oblativa di quegli accumuli di stress che la società nella quale viviamo elargisce, ad ognuno di noi, senza limiti. L'animo, assetato di serenità e di pace, davanti ai nudi di donne, ai ritratti di gente comune o di grandi personaggi e ai paesaggi semiurbani o agresti, sembra immergersi in un universo catartico e liberatorio delle ansie e dei travagli quotidiani. Appropriandomi di alcuni versi di Dante mi sia consentito di aff`ermare che la produzione artistica del Morogallo "dà per gli occhi una dolcezza al core... che va dicendo a l'anima: Sospira".
 
 
 
 
 


 
 
 

Breve considerazione sul pittore Morogallo (Ottavio Rossani, scrittore ed inviato Corriere della Sera)

I quadri di Mimmo Morogallo, osservati nella traiettoria della loro evoluzione, sono capitoli di una storia. Come ogni artista, anche lui ha attraversato diversi "periodi": c'è stato quello delle "marine", quell"'emigrazione", quello della "civiltà contadina". ora Morogallo nella fase della sua piena maturità sta ricompendiando tutti i temi e tutte le curiosità in un lavoro meno disperso, più sofferto e più antologico. Le figure marine, i paesaggi, sono una combinazione in cui elementi prima importanti per la descrittività ora vengono sottratti per dare essenzialità a un'idea di estraniazione, di lontananza, di sogno. Morogallo non fa un progetto razionale della sua ricerca. Mette davanti alla tavolozza colori, pennelli, figure: e lavora. Quel che risulta è creatività. Nel periodo attuale c'è in lui il desiderio di mostrare linee più lievi, immagini più asciutte, evocazioni più allusive. Personalmente prediligo un periodo della sua creatività del quale Morogallo non ha offerto ancora visione pubblica. Si tratta di un lungo diario di viaggi fissato su tele, in bella mostra nel suo studio: pareti intere coperte da volti di donne africane, indiane, caraibiche. ogni quadro è una sosta nella vita avventurosa di Morogallo, la testimonianza di un evento, ma anche la trasfigurazione di un abbandono, di un sogno. Gli ho chiesto perché non ha mai esposto questo caleidoscopio di sensazioni esotiche, questo calendario di scadenze emozionali. Ha risposto che questi quadri costituiscono il suo racconto segreto, da tenere privato. Un po' come i "journal" degli scrittori, che vengono pubblicati post mortem. Io mi auguro che Morogallo ci ripensi. Alcune di queste tele "nascoste" hanno una forza espressiva che non attiene ai ritratti, né ai paesaggi, né all'astratto. E tuttavia c'è in essi un po' di tutti questi tratti. Sarebbe importante vederli, gustarli, e magari farsi raccontare da lui  in un catalogo che ne descriva la genesi e l'elaborazione  quale spazio, quale tempo, quale incidenza hanno avuto sulla sua ricerca gli eventi documentati da queste ope~e sconosciute, ma ben vive. Un'ultima cosa va sottolineata. Tutte le opere di Morogallo  a qualsiasi "periodo" appartengano  documentano la Calabria, il suo spirito, le sue asprezze, il suo carattere. Non per questo la sua pittura deve essere considerata provinciale o regionale. Si vuol dire che l'arte può essere alimentata anche da una sola sorgente. E la fonte dissetante dell'arsura di Morogallo è l'amore per la sua terra, il suo ambiente, le sue contraddizioni. Essere capace di esprimere tutto questo è il suo grande merito.
 
 
 
 
 


 
 

Omaggio di Emilio Argiroffi (Emilio Argiroffi, Scrittore, Poeta)
 
 
 

Morogallo è in t`ondo un girovago del mare, uno zingaro degli oceani, come prima di lui sulla stessa costa altri furono, da Ulisse a Enea, da Goethe a Gissing. Il mare, dunque, pare di sentirne il rumore, guardando le onde di Morogallo sugli scogli di Taureana. Non è facile ritrovare un oceano tranquillo nella pinacoteca personale del pittore, ciò ad Acapulco forse, a giudicare dalla memoria della sua immaginazione iconografica. Ma Acapulco ha un mare dalle grandi onde, le spume di quel lontano litorale salgono e si infrangono misteriosamente sulle rocce delle Pietre Nere, sullo Scoglio degli Uccelli, sulle pietre di Ravaglioso, e pare che miriadi di piccolissime gocce ti inondino dalla tela, in una improvvisa benedizione della natura insieme al sole che accompagna e carezza la superficie dei flutti, facendola brillare come una coltre infinita di diamanti.
Morogallo costituisce dunque un fatto che in qualche modo misteriosamente emerge dal mare, come certi personaggi mitologici dell'antichità magnogreca giungono sino a noi nella descrizione poetica dei lirici ellenici. Egli è una personificazione fra le tante di quello stesso grandioso elemento. Dinanzi alle onde che si infrangono sul litorale e sugli scogli dei suoi quadri è come se si avvertisse l'odore della salsedine~e il fragore dei marosi provocati dallo scirocco e dal maestrale. Le spume bianche si levano come corolle di immensi fiori marini che emergono dalla violenza delle acque e pare di sentire addosso l'azzurro che lambisce nei cavalloni il bagnasciuga.
Morogallo in tal senso ricorda il grande Kavafis nella struggente evocazione della soglia dalla quale per la prima volta appena nato racconta d' aver varcato la pietra d' ingresso della casa, ciò che fa del nostro pittore uno degli straordinari fatti culturali che emergono da una Calabria sconosciuta come gli edelweiss sui cigli del burrone.
 


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